Avel

Paolo Conte

Gioco d'azzardo

C'era fra noi un gioco d'azzardo
ma niente ormai nel lungo sguardo
spiega qualcosa
forse soltanto
certe parole sembrano pianto
sono salate, sanno di mare,
chissà, tra noi, si trattava d'amore...

Ma non parlo di te, io parlo d'altro
il gioco era mio, lucido e scaltro...
io parlo di me, di me che ho goduto,
di me che ho amato
e che ho perduto...
e trovo niente da dire o da fare
però tra noi si trattava d'amore...

C'era fra noi un gioco d'azzardo,
gioco di vita, duro e bugiardo
perchè volersi e desiderarsi
facendo finta d'essersi persi...
adesso è tardi e dico soltanto
che si trattava d'amore,
e non sai quanto...

Come mi vuoi?

Come mi vuoi...
cosa mi dai,
dove mi porti tu?
Mi piacerai... mi capirai...
sai come prendermi?

Dammi un sandwich e un po' di indecenza
e una musica turca anche lei
metti forte che riempia la stanza
d'incantesimi, di spari e petardi,
ehi, come mi vuoi?

...che si senta anche il pullman perduto
una volta lontano da qui
e l'odore di spezie che ha il buio
con quei due dentro al buio abbracciati
e... come mi vuoi?

Dammi un sandwich e un po' di indecenza
e una musica turca anche lei
metti forte che riempia la stanza
d'incantesimi, di spari e petardi,
ehi, come mi vuoi?

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